Capitolo 3 Sinfonia per le stelle

Nel 1939 Paloma giunse nel Canale di Panama, dove il fratello aveva da poco avviato una fiorente attività di trasporti. Desideroso di lasciarsi alle spalle il passato e all’insaputa di essere padre, si concentrò negli affari di famiglia.

In una decina d’anni la loro azienda diventò uno dei principali contractor per trasporti militari in diversi paesi. Durante la guerra lavorarono anche per l’OSS, l’agenzia da cui successivamente sarebbe derivata la CIA. L’agente di collegamento, trasferitosi a Canal Zone con la moglie, divenne buon amico di Paloma. Scherzavano spesso sul fatto di formare la coppia “Prince and the Prince”: Prince era il cognome dell’agente americano, “Principe” il soprannome follinese di Paloma.

Dopo la fine della guerra l’OSS venne dismesso, ma Prince e sua moglie rimasero sotto copertura presso Canal Zone ancora per alcuni anni. Paloma ebbe una relazione con la moglie di Prince, una donna affatto diversa da Margareth. Amava leggere riviste e romanzi rosa, collezionando ritagli di pubblicità di ogni genere.

Da questa relazione segreta, nel 1949, nacque il secondo figlio di Paloma. Egli fu tenuto anche questa volta allo scuro di tutto, per non compromettere l’identità dei due agenti. Il bambino venne registrato all’anagrafe con il nome di Richard Prince.

Poco prima di morire, Paloma cercò per l’ultima volta Margareth. Tramite l’aiuto dell’agente Prince aveva scoperto tutto sulla sua nuova vita a New York, il matrimonio con Grant, il figlio già adolescente. Le inviò una lettera alla quale non vi fu mai risposta, poiché Margareth era morta due anni prima. Nelle ultime righe si legge:

Ho sognato spesso di tornare indietro, di ritrovare il colore di quei giorni, quel rosa... Ora è tutto così diverso, ma noi davvero siamo rimasti intrecciati come quei fili sul telaio che compongono sinfonie per le stelle”.

Nel 1985 venne alla luce la bisnipote di Margareth, Elizabeth Woolridge Grant. Da piccola avrà ascoltato il racconto delle vicende al Lanificio Paoletti, tenendo tra le mani quel fiore di “lana del Re” che Margareth aveva custodito per tanti anni.

“Palomita”, così la chiamava la nonna, sognava di fare l’attrice, di impersonare una fanciulla vestita di rosa salvata da un Principe. In seguito, agli esordi della sua carriera musicale, Elizabeth scelse come nome d’arte Lana Del Rey, in ricordo di quell’amore ormai lontano.